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By Tiziana Andina & Alessandro Lancieri (eds.)

Los angeles filosofia dell'arte di Arthur C. Danto analizzata e discussa da alcuni dei suoi interpreti.

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Confini sfumati. I problemi dell'arte, le soluzioni della percezione

“Un giorno, a una esposizione di arte concettuale al long island Cultural middle, vidi un’opera costituita da un normale tavolo su cui erano posati alcuni libri. I libri erano di filosofi come Wittgenstein e Carnap, Ayer e Reichenbach, Tarski e Russell.
Si sarebbe potuto trattare del tavolo del mio studio, visto che period sufficientemente anonimo da poter essere ridotto a una semplice superficie da lavoro e i libri posati sopra erano dello stesso tipo di quelli che consultavo spesso consistent with il mio lavoro”. Questo è il rompicapo – e insieme il paradosso – che attraversa l’arte contemporanea così come l’ontologia dell’arte: il tavolo con sopra i libri al big apple Cultural middle è considerato un’opera d’arte, mentre lo stesso oggetto, un tavolo con sopra libri di filosofia, nel mio appartamento sulla 119vesima strada, a brand new York, è e rimane un semplice tavolo. Com’è potuto accadere che los angeles distinzione, classica, tra opere d’arte e oggetti comuni sia stata abbandonata? In un mondo in cui l. a. bellezza è merce sempre più rara, le opere d’arte paiono essere ovunque.
Ma sarà davvero così?

American Thought: A Critical Sketch

Edited and with a foreword through Felix S. Cohen

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E poi, anche ammesso che lo sia, perché mai il Brillo Box di Warhol dovrebbe essere un’opera d’arte mentre le scatole di Brillo del supermercato non sono altro che dei contenitori di spugnette abrasive? Ovviamente, 9 Danto 1981: . 36 la risposta non starà nelle proprietà possedute dall’oggetto10. L’opera creata da Warhol dimostra che la definizione di che cosa sia l’arte è tutto fuorché semplice e soprattutto che non ci si può accontentare di risposte parziali. Interessante è notare – come fa lo stesso Danto – che il fatto stesso che la questione si sia posta nei termini di definizione e di condizioni di possibilità dell’oggetto d’arte medesimo, fa sì che si aprano le porte alla filosofia dell’arte.

Let us suppose that the idea of art can be expanded to embrace the whole range of man-made things, including all tools and writing in addition to the useless, beautiful, and poetic things of the world. By this view the universe of man-made things simply coincides with the history of art. George Kubler1 I filosofi, tradizionalmente, hanno creduto che le loro argomentazioni abbiano una validità assolutamente generale. Quando descrivono azioni, storia o conoscenza, pensano che la loro analisi si applichi a ogni epoca della società occidentale e a ciascun individuo, maschio o femmina, omosessuale oppure eterosessuale appartenente a una qualsiasi religione, in tutte le culture.

Dall’artista creatore e dalle teorie artistiche. Che differenza c’è tra gli escrementi conservati in contenitori di latta da parte di un malato di mente che soffre di coprofilia e i novanta barattoli, di circa 30 grammi ciascuno, nei quali Manzoni ha conservato le proprie feci, etichettandole con la scritta «merda d’artista» in italiano, inglese francese e tedesco? Certo la differenza non può risiedere nel fatto che quelle di Manzoni siano state vendute né che siano state pagate a peso d’oro. L’unica differenza che ci è dato rilevare è l’intenzione dell’artista quale è stata riconosciuta da una certa teoria o filosofia dell’arte.

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